domenica 13 agosto 2017

Recensione #127 - Oscure Regioni Vol.2


Ciao, miei pals! Oggi condivido con voi il mio pensiero su questa raccolta di racconti.




Titolo: Oscure Regioni. Vol. 2

Autore: Luigi Musolino

Data di pubblicazione: 2016

Editore: RiLL (Riflessi di Luce Lunare) / Wild Boar

N° di pagine: 156

Prezzo: €10 (Cartaceo) / €3,99 (Ebook)

Link per l'acquisto: Amazon (Ebook)

Trama: Con “Oscure Regioni (volume 2)” si conclude il viaggio di Luigi Musolino nelle leggende e nei miti del folclore italiano. Un viaggio in venti racconti, uno per regione, nel lato oscuro di quello che troppo spesso e troppo superficialmente è chiamato “il paese del sole e del mare”.
Questa seconda antologia contiene dieci nuovi racconti dell’orrore, ambientati soprattutto nelle regioni del centro-nord d’Italia e ispirati (come quelli del primo volume) alle leggende del folclore locale.
Luigi Musolino tratteggia un paese fatto di boschi atri, cascine abbandonate, popolato di streghe e mostruose creature. Un’Italia assolutamente non da cartolina, in cui l’orrore è solo un passo oltre il velo tranquillizzante della routine quotidiana. Ma non solo: in questi racconti Luigi Musolino ci dice (ci svela?) quanto anche il mondo reale, quello al di qua del “velo della normalità”, sia alienante, violento, intriso di sentimenti come odio, indifferenza, egoismo. In questo senso, gli orrori che popolano questi racconti sono uno specchio riflesso e distorto della nostra realtà…







Continua e termina il viaggio cominciato con Oscure Regioni Vol 1. Tutte le regioni italiane hanno miti propri, e Luigi Musolino li ha esplorati, creando degli ottimi racconti horror. 
Come il volume precedente, ho trovato interessante scoprire di miti e leggende di cui non sapevo nulla, anche perché in questa seconda parte si sono esplorate regioni che non conosco per nulla. Come nella prima parte, c'erano dieci racconti, a cui ho dato le seguenti valtuazioni:

Les Abominations des Altitudes 4/5
Febbre 3/5
Vagiti 4/5
Il Carnevale dell'Uomo Cervo 5/5
Nato con la camicia 4.5/5
Intersezioni 3.5/5
Smeraldo 4.5/5
A caccia 4/5
Un selvaggio 5/5
Soltando una povera vecchia 4/5


L'unico racconto che ho trovato un po' più "scarso" rispetto agli altri è Febbre, e anche Intersezioni non mi è piaciuto quanto gli altri. Il racconto che invece ho preferito è stato Il Carnevale dell'Uomo Cervo, seguito da Un selvaggio. Entrambi i racconti parlano di storie di cui non ho mai sentito proprio parlare. Febbre è ambientato in Lazio, e riguarda la storia de La Pantasema. Ma esploriamo anche i miti della Valle d'Aosta, della Toscana, del Molise, del Friuli ed altre regioni. Anche per queste leggende la mia curiosità è stata risvegliata e cercherò altre informazioni appena avrò un po' di tempo. È sembre bello leggere di qualcosa ambientato in Italia e non nei soliti USA... Anche noi abbiamo cose interessanti da sfruttare, grazie mille.
Essendo dei racconti, alcuni molto brevi, dei personaggi non posso dire nulla. Una cosa abbastanza comune tra di loro è lo stupore, molte volte la paura, che li accomuna nel momento in cui si trovano di fronte a questi esseri che non dovrebbero esistere.
Lo stile di scrittura è intrigante e permette un'immersione praticamente completa nei vari racconti, cosa piuttosto gradita mentre prendo il sole al mare circondata da bambini urlanti...
Penso di aver detto tutto nella recensione del primo volume, perché il mio pensiero non è cambiato a riguardo.

Voi lo avete letto? Cosa ne avete pensato?



venerdì 11 agosto 2017

Recensione #126 - Eleinda. Una leggenda dal Futuro


Buongiorno, pals! Oggi vi parlo di un libro scritto da una persona a me cara. Avevo precedentemente letto la vecchia versione di questo libro (QUI la recensione) e da lì è nata la nostra amicizia. Ora che ha deciso di avventurarsi nel Self, aggiornando e modificando i libro, potevo non offrirmi di leggerlo e vedere se era migliorato?!
Sono riuscita ad infilare anche questa lettura in qualche challenge:



OBIETTIVO 11 - Leggi un libro di un’autrice italiana vivente (vivente adesso non quando il libro è stato pubblicato!). Il completamento di questo obiettivo ti darà 1 punto



4. LEGGERE UN LIBRO SELF





Un libro con i protagonisti dai nomi italiani



Torno quindi nel mondo di Eleinda, e aspettando il secondo volume vi dico cosa ne ho pensato di questo primo libro in nuova veste!





Titolo: Eleinda. Una leggenda dal Futuro

Autore: Valentina Bellettini

Data di pubblicazione: 2017

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform 

N° di pagine: 240

Prezzo: €13,26 (cartaceo) / €2,99 (ebook)

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita.
A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua.
Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale.
Amata.
Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio della European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge.
Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E.T. a Milano.
Vuole stare con lui, perché da quando lo ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso.
Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
È disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale.
Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani.
Né uomini né draghi sono al sicuro.






"Io non faccio parte della natura. Il drago è una creatura che vive
in armonia con tutti gli esseri viventi, dagli animali alle piante.
Il cielo lo accoglie quando è in volo, la terra lo sorregge quando
cammina. L'essenza della natura lo accompagna in ogni istante,
lo osserva con rispettoso silenzio agendo quasi di conseguenza
ai suoi movimenti. Io invece sono uno scherzo, il disonore
della mia stirpe. Non so nemmeno fare tutti quelle cose che,
attraverso i ricordi, ho visto fare loro. Cosa ci faccio qui, in
questo secolo? Io non dovrei nemmeno esistere, sono solo il
capriccio di uno scienziato pazzo."



Eleonora va all'università e vuole diventare veterinaria. Rimane perplessa e disgustata quando la European Techonology lancia sul mercato i "Migliore Amico", esseri creati in laboratorio che sono viventi, ma di cui l'acquirente può scegliere qualsiasi cosa, dall'indole al colore anche non esistente in natura. Questi poveri esseri hanno anche la garanzia, come macchinari. Davide, il suo coinquilino rimbecillito (perché questo è, e l'autrice sa benissimo cosa ne penso dalla prima versione di questo libro), che lavora alla ET, per fare colpo su Eleonora regala alla ragazza un "Migliore Amico". Se all'inizio la giovane non vuole avere nulla a che fare con la povera creatura, dopo che il piccolo nasce tra i due si viene a creare un legame del tutto speciale.
La storia è ambientata in vari paesi, tra cui l'Egitto, la Scozia, il Messico, la Cina, ma soprattutto l'Italia, da dove comincia tutta l'avventura. Siamo in un futuro estremamente tecnologico, in cui i macchinari hanno preso il sopravvento su tutto, i rapporti umani sono praticamente nulli, e chi si distacca dalla mandria è emarginato. 
È il caso di Eleonora, che si allontana dalle altre persone per via del suo spiccato senso della morale e per la sua voglia di tornare ad un passato che non esiste più, un tempo in cui le persone parlavano tra loro e non tutto era lasciato alle macchine. Il mondo ultra-moderno di Eleonora mi ricorda per certi versi il nostro, anche se il suo è ad uno stadio molto più avanzato e triste. Eleonora è completamente tagliata fuori, tanto che quando uno sconosciuto le parla lo trova strano, anche se ne è felice.
Eleonora è un personaggio che mi era piaciuto abbastanza nella versione precedente, e qui l'ho trovata migliorata. Il suo legame con Indaco è esplorato molto, molto di più. Sono stati aggiunti dei paragrafi che portano gradualmente a rafforzare il legame tra lei ed il drago, cosa che ho apprezzato perché nella prima pubblicazione mi era parso un po' affrettato. Questi dettagli hanno migliorato molto la storia e hanno migliorato il mio giudizio, già positivo in precedenza.
Totalmente diverso da lei è il suo coinquilino, Davide. È fissato con le apparenze, un donnaiolo senza cervello. Ogni volta che parla sento uno dei miei neuroni suicidarsi. Misogino e con un ego talmente smisurato da sembrare irreale (eppure ci sono persone che sono così per davvero), è il personaggio che più ho odiato nella vecchia versione. In questa nuova veste diventa ancora peggio, i tratti che ho elencato vengono esplorati ancora di più e pare anche che diventi un personaggio un po' più importante, visti alcuni nuovi commenti di un certo personaggio. Giuro che non lo sopporto. E fino alla fine dei gioni continuerò a cantilenare "Muori, muori, muori".
Indaco è il secondo protagonista di questo libro. Il suo viaggio con Eleonora nei paesi precedentemente elencati lo porterà a scoprire di più su se stesso e sui suoi simili. Lo vediamo crescere e vediamo il suo legame con Eleonora farsi sempre più forte. Non posso dire molto su di lui perché rischierei di fare spoiler, ma è un personaggio forte e intelligente che mi è piaciuto molto.
Altri personaggi molto importanti sono Alessandro, Salvo, e il dottor Brandi.
Salvo ed Alessandro accolgono Eleonora ed Indaco quando non hanno un posto dove andare. Salvo è l'araldo di un mondo che non c'è più. È anziano e saggio, e ricorda ancora quando il mondo non era così "freddo".
Alessandro è simile ad Eleonora. Lavora sodo e pensa ad un tempo ormai perduto. È intelligente e coraggioso, ed il suo rapporto con Eleonora è abbastanza strano. Passa da un legame fraterno a qualcosa di più.
Il dottor Brandi sembra non essere cambiato molto dalla sua vecchia versione, è sempre uno scienziato senza scrupoli e con doppi fini...
Nel libro conosciamo altri draghi, di cui però non posso parlare perché altrimenti rovinerei tutto. Qualcosa voglio dire però: Valentina Bellettini ha fatto ricerche approfondite che ha sfruttato nella sua storia e di cui possiamo vedere i pregi.
Nel complesso, ho trovato lo stile di scrittura molto migliorato, alcuni errori corretti e la storia strutturata meglio grazie ai nuovi paragrafi aggiunti. I personaggi sono anche esplorati molto di più, mi sono parsi molto più reali e interessanti. Questa revisione era necessaria e ha dato i suoi frutti!




giovedì 10 agosto 2017

Recensione #125 - L'insostenibile leggerezza dell'essere



Buon giorno, miei pals! Oggi vi parlo di un libro che aspettavo di leggere da un bel po' e che solo recentemente sono riuscita a procurarmi. Lo leggo per:


OBIETTIVO 4 - Leggi un libro nel cui titolo vi sia una parola con una consonante doppia vicina (es: Carry on, Tutti i nostri oggi sbagliati, Era di maggio, ecc.). Il completamento di questo obiettivo ti darà 1 punto



3. LEGGERE UN CLASSICO 


Come sempre, mi raccomando di dirmi se lo avete letto e cosa ne avete pensato!




Titolo: L'insostenibile leggerezza dell'essere

Titolo originale: Nesnesitelná lehkost bytí

Autore: Milan Kundera

Data di pubblicazione: 1985

Editore: Adelphi

N° di pagine: 318

Prezzo: €18

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Protetto da un titolo enigmatico, che si imprime nella memoria come una frase musicale, questo romanzo obbedisce fedelmente al precetto di Hermann Broch: «Scoprire ciò che solo un romanzo permette di scoprire». Questa scoperta romanzesca non si limita all’evocazione di alcuni personaggi e delle loro complicate storie d’amore, anche se qui Tomáš, Teresa, Sabina, Franz esistono per noi subito, dopo pochi tocchi, con una concretezza irriducibile e quasi dolorosa. Dare vita a un personaggio significa per Kundera «andare sino in fondo a certe situazioni, a certi motivi, magari a certe parole, che sono la materia stessa di cui è fatto». Entra allora in scena un ulteriore personaggio: l’autore. Il suo volto è in ombra, al centro del quadrilatero amoroso formato dai protagonisti del romanzo: e quei quattro vertici cambiano continuamente le loro posizioni intorno a lui, allontanati e riuniti dal caso e dalle persecuzioni della storia, oscillanti fra un libertinismo freddo e quella specie di compassione che è «la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia, delle emozioni». All’interno di quel quadrilatero si intreccia una molteplicità di fili: un filo è un dettaglio fisiologico, un altro è una questione metafisica, un filo è un atroce aneddoto storico, un filo è un’immagine. Tutto è variazione, incessante esplorazione del possibile. Con diderotiana leggerezza, Kundera riesce a schiudere, dietro i singoli fatti, altrettante domande penetranti e le compone poi come voci polifoniche, fino a darci una vertigine che ci riconduce alla nostra esperienza costante e muta. Ritroviamo così certe cose che hanno invaso la nostra vita e tendono a passare innominate dalla letteratura, schiacciata dal loro peso: la trasformazione del mondo intero in una immensa «trappola», la cancellazione dell’esistenza come in quelle fotografie ritoccate dove i sovietici fanno sparire le facce dei personaggi caduti in disgrazia. Esercitato da lungo tempo a percepire nella «Grande Marcia» verso l’avvenire la più beffarda delle illusioni, Kundera ha saputo mantenere intatto il pathos di ciò che, intessuto di innumerevoli ritorni come ogni amore torturante, è pronto però ad apparire un’unica volta e a sparire, quasi non fosse mai esistito.







Un dramma umano si può sempre esprimere con
la metafora della pesantezza. Diciamo, ad esempio, che
ci è caduto un fardello sulle spalle. Sopportiamo o non
sopportiamo questo fardello, sprofondiamo sotto il suo 
peso, lottiamo con esso, pierdiamo o vinciamo. Ma che
cos'era successo in realtà a Sabina? Niente. Aveva
lasciato un uomo perché voleva lasciarlo. Lui l'aveva
forse perseguitata? Aveva cercato di vendicarsi? No. Il
suo non era un dramma della pesantezza, ma della
leggerezza. Sulle spalle di Sabina non era caduto un
fardello, ma l'insostenibile leggerezza dell'essere.



Cosa dire? Questo libro era finito nella mia lista di libri da leggere solo per via del titolo e della copertina in lingua inglese. Non sapevo nulla della trama. E sì, è una cosa che faccio spesso.
Non so davvero se questo fosse il momento giusto per leggere questo libro. In un certo senso, non riuscivo a smettere di leggere. Non potevo staccarmi dalle pagine, ero spinta dalla voglia di sapere, di comprendere. Ma ora che l'ho terminato mi chiedo: l'ho davvero capito? Ho percepito tutto quello che l'autore voleva dire? Credo di no. In effetti, credo anche che non ero del tutto pronta per leggere questo romanzo, se così posso chiamarlo.
Milan Kundera usa dei personaggi abbastanza abbozzati e una trama che è più o meno inesistente per parlarci di molto altro. Tomáš, Tereza, Sabina, Franz sono in pratica il mezzo che Kundera utilizza per parlarci della sua filosofia, del suo modo di pensare. Non solo intravediamo l'autore, lo percepiamo. È lui il tramite con i personaggi, che paiono essere solo lì per rappresentare qualcosa. Ogni volta che succede qualcosa nella trama, un incontro tra amanti, la guerra, ogni cambiamento, ecco che spunta Kundera. Interrompe ogni cosa. Ed ecco che cominciano i suoi pensieri filosofici e psicologici, tanto che gli oggetti, gli sguardi, i movimenti vengono tutti esaminati sotto occhio critico e universalizzati nella leggerezza e nella pesantezza dell'essere. Appunto, di trama c'è poco o nulla. E mentre con alcuni pensieri mi ritrovavo, con altri alzavo gli occhi al cielo e pensavo solo "quanto è pretenzioso". Sì, più pretenzioso del titolo.
Tomáš è un donnaiolo che abbandona la famiglia e si innamora di Tereza. Non può rinunciare alle sue scappatelle, ed innalza Tereza ad un amore diverso, ad un ideale, un amore che si fonda sulla fedeltà di Tereza e su un legame complesso.
Tereza è così innocente, e se i personaggi fossero stati davvero esplorati lei sarebbe stata completamente diversa dagli altri.
Sabina è la perenne amante, la traditrice per eccellenza di persone ed ideali, artista. Sarebbe potuta essere il personagigo più complesso. Amante sia di Tomáš che di Franz, alla fine è lei il tramite tra i personaggi come Kundera è il tramite tra tutti loro ed il lettore.
Franz è intrappolato. Intrappolato in un matrimonio con una donna che non comprende, con una figlia così simile alla madre, ed un'amante, Sabina, che è il suo totale opposto.
Sullo sfondo c'è la guerra, l'occupazione russa del territorio ceco. E anche questo viene utilizzato per altre riflessioni filosofiche e morali.
Ciò che lega tutto quanto, il filo conduttore, è l'insostenibile leggerezza dell'essere, appunto. Una leggerezza che in realtà è molto, molto pesante.
Nel complesso mi è piaciuto leggere questo libro. L'ho comprato usato, e c'erano delle sottolineature. Ogni volta che ne trovavo una mi chiedevo cosa quest'altro lettore avesse pensato nel momento in cui leggeva e sottolineava, e anche questo mi ha aiutata a terminare il libro.



lunedì 7 agosto 2017

Segnalazioni #24 - Uscite di Agosto per Dunwich Edizioni






Buon giorno a tutti, miei cari pals! Oggi vi accolgo sul blog con le due nuove uscite per Dunwich Edizioni




Titolo: Dante: Parte Seconda (The Guardian Archives Vol. 3)

Autore: Jennifer Sage

Genere: Paranormal Romance

ISBN: 8899635633

Pagine: 350

Data di uscita: 7/8/2017

Prezzo: ebook € 3,99 // cartaceo 14,90


Link di acquisto: ebook / cartaceo




DANTE

UN VIAGGIO DURATO MEZZO MILIONE DI ANNI



Un folle angelo alato ha rapito la Compagna di Dante. Non c’è dolore più grande per un Guardiano della perdita dell’unica creatura che possa amare. Gliel’hanno strappata dalle braccia mentre era in punto di morte e ora potrebbe impazzire tanto quanto Zaqar.
Per limitare i danni, Lucio lo ha sedato come un cane rabbioso, ma teme che, una volta risvegliatosi, Dante possa fare una strage. È stanco di rivendicare la sua donna. Lei è sua. Peccato che qualcun altro si sia messo in mezzo.
Giovanna ha patito altre atroci sofferenze per mano del suo ex marito, un vero sadico. Rimasta nascosta per lungo tempo, ora dovrà combattere, sempre che riesca a sopravvivere. Cosa sono le ombre che danzano nei suoi occhi mortali e dove l’hanno portata? Cosa si nasconde dietro al nome segreto che la sua famiglia le ha rivelato ma che non poteva usare?
La Compagna di Dante non poteva essere una semplice Mortale, ma non è nemmeno un’Immortale. È soltanto una ragazza molto empatica giusto?
Tutti gli Immortali hanno sempre vissuto nella menzogna. I loro antenati hanno tramandato falsità che ora non sono più in grado di sostenere. Adesso dovranno fare un salto nel buio e unirsi ai Guardiani, oppure i giusti li cacceranno da questo mondo. Alleati o nemici… ma i nemici sono già troppi.
I Quattro si sono rivelati. Sono loro i veri antagonisti che si celano dietro tutte le Ombre esistenti. Sono loro a tirare i fili e non si fermeranno fino a quando non potranno governare questo mondo con i loro veri figli, i Demoni. La Regina è negli Inferi con tutti gli Autentici, ma il Principe è libero. Uno a uno, i sigilli si stanno rompendo, il processo è già iniziato. Nove figlie per rompere i sigilli dei Sette Inferi. Tre sono già nate…
La furia dell’Inferno è nulla in confronto a quella di una donna tradita. Thia ha dei progetti per il risveglio del suo Guardiano e stavolta non includono il sesso. La sua maledizione sta prendendo rapidamente il sopravvento. L’odio la sta consumando… e a lei piace.
Zaqar ha ritrovato sua figlia, assassinata duemila anni prima. Lei è il legame che lo unisce alla sua Predestinata, morirebbe pur di non perderla un’altra volta. Ma, soprattutto, è pronto a uccidere. Già una volta ha fatto scorrere il sangue nella valle del Paradiso e non avrebbe problemi a colorare ancora una volta i fiumi di rosso. Proprio come i suoi occhi.
La vendetta è un morbo che distrugge tutto ciò che tocca. Quando la speranza finisce, qualcuno la cerca. E nel tempo, lentamente, il sangue si avvelena.
Resiayana fu la prima ribelle, il primo Guardiano a combattere per l’umanità. Anche adesso rappresenta una luce per il nostro mondo. Michael ci sta guardando. Non siamo stati completamente abbandonati.

E questo è soltanto l’inizio. La seconda parte comincia ora.




LA SERIE:
The Guardian Archives

1- Keltor
1.5- Ratha 
2 - Dante - Parte I
3 - Dante - Parte II








Titolo: Shadow Play (Il Fuori della Magia Nera Vol. 2)

Autore: Domino Finn

Genere: Urban Fantasy

ISBN: 8899635625

Pagine: 240

Data di uscita: 7/8/2017

Prezzo: ebook € 3,99 // cartaceo 12,90

Link di acquisto: ebook // cartaceo




QUARTA DI COPERTINA




Mi chiamo Cisco Suarez e una settimana fa ero morto.
Costretto da una maledizione a servire un’organizzazione avvolta dalle ombre, ho parecchio sangue sulle mie mani. Per fortuna ho anche un problema a rispettare le autorità, perciò non prendo più ordini e la prima cosa da fare sulla mia lista è abbattere quei bastardi.
Se sono bravo in qualcosa, è cercare in posti bui. Ma ho anche delle ombre di mio. Dei fatti terribili continuano a tormentarmi e non sto parlando di un tipo di tormento metaforico. Sto parlando di fantasmi, di maghi... e di quell’entità dagli scintillanti occhi rossi.
Questo dimostra che è vero quello che dicono: si raccoglie ciò che si semina.
La resurrezione è sopravvalutata o cosa?


LA SERIE


1- Dead Man
2- Shadow Play
3- Heart Strings (Inedito in Italia)
4- Powder Trade (Inedito in Italia)
5- Fire Water (Inedito in Italia)



L’AUTORE



Sono Domino Finn, un autore urban fantay, ribelle dei media e cantante nella mia auto (consiglio dell’esperto: tenete i fine­strini tirati su).
Se Shadow Play è stato all’altezza dei vostri standard, dif­fondete la parola. Per favore, postate una recensione dove avete acquistato il libro, anche solo di una riga o due. Significa molto per me.
Infine, non dimenticatevi di me. Potete contattarmi e dare un’occhiata a tutto il mio catalogo sul sito DominoFinn.Com

domenica 6 agosto 2017

Recensione #124 - Traitor's Moon


Finalmente sono riuscita leggere il terzo libro in questa serie! Era da tanto che volevo farlo, e il quarto mi aspetta a casa per quando tornerò dalle vacanze. Nel frattempo mi sono portata altri libri dietro.





Titolo: Nightrunner #3. Traitor's Moon

Autore: Lynn Flewelling

Data di pubblicazione: 1999

Editore: Bantam Spectra

N° di pagine: 540

Prezzo: €6,79

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Master spies Seregil and Alec are no strangers to peril. Their assignments, nightrunning for wizards and nobles, have led them into many deadly situations. But sometimes the greatest danger can lurk beneath a Traitor's moon.
Wounded heroes of a cataclysmic battle, Seregil and Alec have spent the past two years in self-imposed exile, far from their adopted homeland, Skala, and the bitter memories there.
But as the war rages on, their time of peace is shattered by a desperate summons from Queen Idrilain, asking them to aid her daughter on a mission to Aurёnen, the very land from which Seregil was exiled in his youth. Here, in this fabled realm of magic and honor, he must at last confront the demons of his dark past, even as Alec discovers an unimagined heritage. And caught between Skala's desperate need and the ancient intrigues of the Aurёnfaie, they soon find themselves snared in a growing web of treachery and betrayal.





“It is better to lack the semblance of honor but possess it than 
to possess the semblance and lack the honor.”



È un vero peccato che la Nord abbia interrotto la pubblicazione di questi volumi, perché è davvero una bella saga. 
Sono passati due anni dagli avvenimenti di Stalking Darkness. Seregil e Alec sono andati in esilio volontario dopo lo scoppio della guerra tra Skala e Plenimar, ma la loro pace non dura a lungo. La regina di Skala, Idrilain, li manda a chiamare perché aiutino sua figlia Klia a convincere gli abitanti di Aurёnen, presumibilmente loro alleati, a mandare degli aiuti per sconfiggere il nemico di sempre. Seregil in particolare è essenziale, in quanto, essendo Aurёnfaie, conosce la loro cultura e i loro modi. La spia non sa se vuole davvero tornare nel paese d'origine, da cui era stato esiliato da giovanissimo, ma è una cosa che deve fare per forza, per la regina e per se stesso.
In Aurёnen, i nostri non trovano quello che si aspettano. Tra intrighi e voltafaccia, gli inviati di Skala finiscono invischiati in qualcosa di molto più complesso. 


Smiles conceal knives


Finalmente riesco a ritrovare i miei adorati Seregil, Alec e Beka! Tra l'immensità di personaggi, loro tre sono quelli su cui si concentra di più questo libro e sono anche i miei preferiti dai libri precedenti.
Seregil ha paura di tornare nella sua terra d'origine dopo l'esilio. Non sa più chi è, non riesce a passare oltre al suo passato per vivere il presente. Molto del suo P.o.V. è incentrato proprio su questo suo non sapere, sul suo voler tornare alla famiglia d'origine e voler dimostrare il proprio atui agli altri membri del suo popolo. Alec sarà fondamentale perché capisca davvero a chi è leale e ciò che deve essere fatto.
Mi è dispiaciuto davvero tanto vedere come gli altri Aurёnfaie si comportavano nei suoi confronti, e vedere come lui ne soffrisse e allo stesso tempo accettasse il tutto in modo così rassegnato.
Alec è Aurёnfaie solo per metà, ma anche per lui le scoperte che farà in Aurёnen saranno immense e lo cambieranno nel profondo. Il suo passato è oscuro persino a lui. L'unica cosa certa che ha è il suo legame con Seregil. Vediamo molto poco del loro amore, e questo forse anche per via del periodo in cui il libro è stato pubblicato, ma i piccoli momenti tra loro e ciò che pensano l'uno dell'altro ci fa capire che il loro rapporto talìmenios è forte. Avrei forse preferito che ci fossero più momenti di intimità tra loro due, in generale. La maggior parte del tempo erano circondati da altri personaggi e i loro modi erano controllati.
Beka, invece, è solo Tìrfaie, ma la vediamo in azione come Comandante delle truppe. È una soldatessa, ha le ferite e l'esperienza per provarlo. Ha un carattere forte che me l'ha fatta apprezzare fin dall'inizio, è intelligente e forte, ma anche lei ha delle debolezze... Che prendono il nome di Nyal.
Oltre a questi tre personaggi ce ne sono altri che mi hanno colpita. Prima di tutto Klia, che si dimostra abile nel compito affidatole. In precedenza l'avevamo vista come guerriera, e ora sono le sue abilità di intermediaria ad essere messe in mostra. Ma anche Adzriel, la sorella maggiore di Seregil, a capo del clan di Bôkthersa. Anche lei è abile con le parole, e possiamo vedere il suo affetto per Seregil, esilio o meno.
Nyal invece è un personaggio ambiguo fino alla fine, sospettavo di lui ogni volta che compariva... E non lo volevo vicino a Beka.
Phoria e suo fratello gemello Korathan creano più problemi che altro. Vedo problemi all'orizzonte anche per i prossimi libri. Phoria è molto diversa da sua madre e dalla sorellastra Klia. Non ha le capacità per essere regina.
Per quanto riguarda invece le due culture a confronto, degli abitanti di Skala abbiamo visto già molto nei primi due volumi della serie. Gli Aurёnfaie, invece, erano praticamente un mistero. Entrando nel loro territorio possiamo avvicinaris alla loro lingua, alla loro cultura e al modo in cui si rapportano tra loro e con le altre culture. È una delle cose che ho trovato più interessanti, assieme agli intrighi tipici di questi libri!
Ho trovato questo libro bello quanto gli altri, se non di più grazie all'evoluzione nei rapporti tra i personaggi, e come sempre vi consiglio di leggere questa saga!



sabato 5 agosto 2017

Le Interviste della Leonessa #2 - Angelo Berti


In questa giornata di caldo soffocante, condivido con voi l'intervista fatta ad Angelo Berti, in particolare riguardo al suo libro Debito d'Onore, che ho letto poco tempo fa.


Ogni tanto mi piacerebbe sapere qualcosa di più di un autore o di un libro, così ho deciso
di inaugurare questa rubrica!


Salve! Ho recentemente (finalmente) letto il tuo libro Debito d’Onore, che ho trovato estremamente interessante e diverso da quello che leggo di solito. La protagonista è Asenath, giovane donna che si ritrova invischiata in qualcosa di molto più grande di lei. Una strega che non sa controllare i propri poteri non è nulla se non una vittima dei demoni. Le tematiche di Debito d’Onore mi hanno attratta a tal punto da farmi sorgere delle domande, a cui spero potrai rispondere.


Q: Ti chiedo intanto di parlarci un po’ di te e di come è nata la collaborazione con Plesio Editore per questo libro


Grazie per ospitarmi tra le tue pagine. Tutto è nato da un’iniziativa di Giordana Gradara. Un giorno mi ha chiesto se me la sentivo di scrivere per Plesio una storia Urban Fantasy con ambientazione emiliano-romagnola. Ho impiegato un niente per accettare. Da tempo avevo questa storia tra le dita e finalmente ho avuto l’occasione per liberarla.


Q: Il libro è molto breve ma intenso, e con personaggi davvero particolari. In particolare mi hanno incuriosita i tre demoni, che sono anche figure storiche. E da futura storica mi sono fiondata a cercare notizie sui due demoni maschili… Ed ho trovato poco o nulla. Come ti è venuta l’idea di inserire Tomaso, Alessandro e Azzurrina?


Anche io sono molto appassionato di storia, soprattutto di quella storia che non viene raccontata e della quale non si sa abbastanza, il che mi permette di liberare l’inventiva per immaginare quello che non è stato tramandato fino a oggi… il tutto condito con una punta di Fantasy. Tornando alla mia passione per la storia ho prima identificato l’ambientazione (Reggio Emilia, Ravenna, Forlì, Borgotaro) e poi ho cercato, tra documenti e cronache, personaggi che potessero entrare in questa storia.
Per ogni libro che scrivo, la parte che più amo è la fase di ricerca documentale.
Tomaso da Zapodio è una figura crudele: Ho trovato alcuni appunti sulla storia di una faida sanguinaria che ha sconvolto la zona di Borgotaro nel XV secolo. Poche sintetiche righe che erano quanto mi serviva.
Alessandro Amaducci è un personaggio che non avrebbe alcuna rilevanza storica, se non che la curiosità su questo nobile decaduto mi è stata instillata da una lapide che si trova in Piazza del Popolo a Ravenna, di fronte alla scala del Comune. Nel XVII secolo Alessandro era stato accusato ingiustamente di un duplice omicidio e poi riabilitato… due anni dopo la sua impiccagione.
Azzurrina… beh su Guendalina si trova abbastanza letteratura! È un personaggio troppo popolare nella zona, non potevo non coinvolgerla, anche se a modo mio!


Q: Per quanto riguarda Azzurrina, lei è qualcosa di più rispetto agli altri. Demone, Strega, Spettro. Come mai lei è così particolare?


Mentre costruivo il mondo dei demoni mi sono accorto che sarebbe stato bello inserire una figura che potesse essere un collegamento tra Streghe e Demoni. Tra il nostro mondo, l’Aldilà e il Limbo. Una specie di chiave che permettesse al lettore di capire meglio le interazioni tra demoni e streghe e soprattutto che mi liberasse della domanda: perché non hai messo demoni femmine?
Una bambina scomparsa nel nulla. Uno spirito che vaga in un castello. Caspita che storia! Perché uno spettro continua a vagare nei corridoi di un castello? Cosa cerca? Perché non può o non vuole andare “Aldilà” ? Azzurrina risponde a tutte le domande!


Q: Una cosa che mi ha davvero colpita è stata il rapporto tra le streghe ed i demoni, ma anche tra demone e demone. Puoi parlarci più a fondo di questa relazione complessa?


Caspita, giochi pesante! Proprio perché è una relazione complessa, la tua domanda è difficilissima! Ma le sfide mi intrigano e così provo a rispondere in poche parole.
La storia ha un tema di fondo. Un tema di cui volevo a tutti costi parlare, a modo mio, certamente. La Violenza. Ma troppo spesso ci limitiamo a considerare violenza l’atto fisico, quando esiste altra violenza, a volte peggiore.
Nel libro c’è la violenza fisica, ma c’è soprattutto una violenza più infida e dolorosa. La violenza psicologica che colpisce nel profondo. Subdolamente. E che troppi sottovalutano. La violenza di questo tipo non ha sesso, non ha età. È di streghe e demoni ed è una serpe nascosta che colpisce con un veleno che agisce lentamente. A volte fino alla morte. C’è molta storia vera in tutto il libro. Una storia che doveva essere raccontata per insegnare a capire che tutti, uomini e donne, possono essere boia e carnefici, anche involontariamente. Perché siamo, fondamentalmente, troppo egoisti.


Q: Mi sembra di aver capito che le categorie di Demoni sono svariate, e in effetti Alessandro e Tomaso sono diversi. Ci sono altri tipi di Demoni? E quali caratteristiche hanno?


Ho immaginato una cosmogonia di Demoni, per i quali le loro caratteristiche si manifestano attraverso il colore insolito degli occhi quando attingono ai loro poteri. Dal rosso intenso (forza bruta), all’azzurro (malia), verde e anche bianco. A ogni colore corrisponde un potere diverso… ma non farmi spoilerare troppo!
La cosa secondo me più interessante è che questi esseri (demoni e streghe) vivono tra noi, comunemente, e sembra che siano ignorati completamente dalla gente normale. Sono un deja-vu, un attimo che non lascia alcuna traccia. Anche se possiamo essere vittime dei loro poteri.


Q: Pensi di voler scrivere altro ambientato in questo mondo di Streghe e Demoni?


Debito d’Onore è nato per essere autoconclusivo. Non presuppone un continuo, il che non significa che non ci possa essere un domani qualche altra storia che sfrutta un’ambientazione già collaudata. Ma non è in programma. Per il resto Streghe e Demoni troveranno spazio in altre pagine, in altre storie, certamente!


Q: Puoi parlarci dei tuoi progetti futuri?


Proprio in questi giorni sta uscendo una nuova storia che ha entusiasmato molto chi l’ha letta, indicandola come uno dei miei prodotti migliori. Ah, si parla di Streghe! Inoltre sono sempre al lavoro per altre pubblicazioni, tra le quali l’epilogo di una trilogia che dovrebbe trovare la conclusione il prossimo anno. Ho anche un paio di commissioni da realizzare, tra le quali un progetto fantastorico interessante, che vedrà pubblicazione solo in digitale. In poche parole nella mia cucina c’è una pentola che bolle continuamente!


Q: Un saluto ai lettori?


Volentieri! Cari lettori, forse non sapete quanto siete importanti, o se lo sapete magari non ve lo dicono abbastanza. Allora permettetemi di farlo da queste righe. Grazie per la vostra presenza, per la vostra passione, per il vostro contributo giornaliero alla nostra esistenza di autori. E grazie a te, Francesca, per questa bella intervista!







Ringrazio Angelo Berti per la sua disponibilità e Plesio Editore per avermi lasciato carta bianca con l'intervista!

venerdì 4 agosto 2017

Recensione #123 - La Nave del Tempo

Eccomi con una nuova recensione, miei cari lettori!

Questo libro è stato letto per la:




Con questo libro completo metà dell'obiettivo :)


Titolo: Ulysses Moore #13. La Nave del Tempo

Autore: Pierdomenico Baccalario

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Piemme

N° di pagine: 311

Prezzo: €9,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Murray, Mina, Connor e Shane si imbattono in una strana imbarcazione, arenata sulla costa della loro città. Sembra una nave vichinga, ha le vele strappate e un nome sulla fiancata, in lettere greche: Metis. A bordo trovano uno strano cubo coperto di numeri e un taccuino con scritto sulla copertina: "Ulysses Moore. Appunti per il tredicesimo libro". I quattro amici decidono di salpare, e la nave li porterà dove non avrebbero mai immaginato di arrivare... 







Non so chi abbia rubato la mia nave,
e in quale tempi
o in quale porto immaginario si nasconda.
L’unica cosa che so è che prima o poi la troverò.
O lei troverà me.


L’avventura di Jason, Julia e Rick pareva finita con il dodicesimo volume, ma I Paesi Immaginari non finiscono mai di stupire. In questo libro i protagonisti non sono I membri del trio che abbiamo imparato ad amare, bensì un altro gruppo di giovani avventurieri.
La Metis è ricomparsa molto lontano da Kilmore Cove. Ha subito parecchi danni ed ha bisogno di cure. A trovarla in questo stato sono Murray e Mina, che dopo averla esplorata trovano un diario ed uno strano cubo. I due ragazzini decidono di parlarne ai loro amici. Due se ne lavano le mani, mentre Connor e Shane collaborano con loro per rimettere in sesto la Metis e viaggiare con essa, assieme anche ad un quinto membro: il professor Galippi. Ma quello che troveranno non sarà affatto ciò che si aspettano.
Nuovi personaggi, nuove avventure. Credo fosse davvero ora, perché, per quanto ami Julia, Rick e Jason, come anche Anita e Tommaso, la loro storia doveva avere una fine, e il testimone doveva essere passato a qualcun altro.
Murray è un ragazzo con molta fantasia. Scrive racconti che parlano di cose fantastiche e allo stesso tempo della sua vita. Di quel padre in prigione e dei suoi ricordi con lui, ma anche della sua vita con la mamma e con i suoi amici. È avventuroso e intelligente, e per certi versi mi ricorda un pochino Jason. Senza di lui non penso che l’avventura sarebbe avvenuta. Penso che lui sia il mio preferito in questo nuovo gruppo, per ora. È lui che trovo più affine a me, anche se ogni membro dell’”equipaggio” è essenziale.
Mina è una ragazzina ingegnosa e pragmatica, con una vena ribelle e voglia di avventura. A causa del lavoro di suo padre si sposta in continuazione, e posso capire perché ciò non la rende felice. Tutti abbiamo bisogno di un posto da chiamare Casa.
Connor è il più grande del gruppo, cresciuto senza genitori in una casa famiglia fino a quando non è diventato troppo grande. Tutti i suoi possedimenti sono su una barca di cui ha fatto la sua casa, e con i più giovani si comporta come un fratello maggiore. A lui la Metis lascia il timone, lui che è considerato dal resto del gruppo il più coraggioso.
Shane ha uno strano rapporto con il padre, che non gli parla neanche. Lavora al porto e fa quel che può, con tanta buona volontà. Vorrebbe che suo padre lo notasse e gli parlasse. Non si reputa coraggioso, anzi, ma forse le cose cambieranno in questa strana avventura.
Galippi è il più strano di tutti: conoscitore delle lingue antiche, un po’ matto, vive in un palazzo che sta per essere distrutto e riutilizza qualsiasi cosa. È una guida per i ragazzi, e forse troverà il suo posto in un luogo che a regola non esiste.
Ma la Metis non è comparsa ai ragazzi per nulla. Kilmore Cove è in pericolo. È così che scopriamo cosa è successo ai nostri eroi precedenti e ciò che sta accadendo tra i Porti Immaginari. Non vediamo altri luoghi immaginari, quindi: questo libro è più incentrato sui nostri giovani avventurieri e sugli avvenimenti più recenti, sulle battaglie e quelle strane navi con un equipaggio composto da marinai fantasma. In effetti, molto tempo è dato alla crescita interiore dei membri del nuovo gruppo, che attraverso questo viaggio immaginario scoprono anche qualcosa di loro stessi.
Ritroviamo alcuni dei vecchi personaggi, ma non vengono più esplorati come invece sono i nuovi avventurieri.
Nel complesso il libro mi è piaciuto: nuovi misteri ci chiedono di essere scoperti e una nuova avventura ha inizio.