domenica 19 febbraio 2017

Recensione #68 - Le cronache di Ràvanphis. L'isola nera 1

Oggi vi posto una recensione!

Questo libro è stato letto per :


L'obiettivo era "leggere un libro self-published". Io non ne leggo, personalmente, ma mi è toccato per la challenge...


Titolo: Le cronache di Ràvanphis. L'isola nera 1

Autore: Alessandro Bugliazzini

Editore: Self-published

Data di pubblicazione: 2016

N° di pagine: 314

Prezzo: €0,99 (ebook), €10,39 (cop. flessibile)

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Sinossi: Il mondo di Ràvanphis è profondamente diviso dal mare e da insormontabili montagne.
Pharados, un uomo dai poteri quasi divini e mosso dal rancore più profondo, viene cacciato dal luogo in cui è nato fino ad arrivare ad una terra lontana, dove non può essere ostacolato e sulla quale costituisce il proprio impero. La crudeltà e il potere dei suoi discendenti si affievolisce con il passare dei secoli, fino al giorno in cui uno di questi, l'imperatore Tusna, inizia a comprendere quanto gli è stato segretamente tramandato e il desiderio di vendetta all'interno della propria essenza.
Un uomo coraggioso, Farthan, accompagnato da Kalatur, uno strano e misterioso criminale che lui considera come la propria nemesi, partiranno per volere di Tusna alla volta di Tyrnémos, le terre ad ovest dell'impero oltre un grande mare; tanto lontane da essere sconosciute agli abitanti dell'impero e cariche di una magia che tutti credono inesistente.
Ma Tyrnémos si rivelerà il luogo peggiore nel quale potessero capitare; l'influenza degli antichi poteri di quelle terre, le sue maledizioni e un terribile esercito nero, si riveleranno tanto forti da rendere la sorte di ogni suo abitante, o viaggiatore, una continua sfida contro l'orribile e mortale natura di quei luoghi.







Le premesse per un buon libro c'erano tutte, la storia sembrava interessante. Purtroppo, è stato il libro più noioso letto dall'inizio dell'anno, e me ne dispiace.
In questo libro seguiamo Farthan e Kalatur, il primo un capitano fedele all'Imperatore, il secondo un mercenario che possiamo definire fedele solo a se stesso. Quando Farthan combatte e sconfigge alcuni pirati del nord, trova un oggetto molto particolare: un totem che pare avere un potere magico. 
Poco tempo dopo, viene convocato al cospetto dell'Imperatore dell'impero centrale, che gli affida il compito di arrivare nelle terre sconosciute ad ovest dell'impero. Purtroppo per Farthan, la missione gli viene affidata assieme a Kalatur, e i due devono salpare assieme. E da lì, cominciano i guai.
Attratta da pirati, avventura e magia, mi ero convinta che questo libro potesse piacermi e che sarebbe stata una lettura piacevole. Mi sbagliavo. 
Lo stile di scrittura non mi piace per niente, è faticoso e lento; i dialoghi a volte erano davvero improbabili, uniti a scivoloni sui verbi, e così mi sono annoiata a morte. Ho continuato comunque a leggere per via della challenge e perché speravo migliorasse. 
Neanche i personaggi hanno salvato questo libro, per me. A parte che sembravano tutti abbastanza piatti, e molti mi stavano piuttosto antipatici, non sono riuscita a legarmi con nessuno di loro, a nessun livello, cosa che mi capita piuttosto di rado. Di solito ce n'è almeno uno a cui mi lego.
Farthan è quello che, a mio parere, è risultato meglio rispetto agli altri. Kalatur è uno di quei personaggi che definisco "meh" e di cui mia zia direbbe "non sa né di carne né di pesce", descrizione che penso possa farvi capire. Gli altri personaggi erano tutti abbastanza stereotipati e banali.
Interessante è la parte riguardante i totem e le perle, il loro legame e le loro funzioni, che però in questo primo libro penso non siano state del tutto esplorate. Anche quelle strane creature che incontrano sul fiume potevano essere sfruttate meglio.
Insomma, non mi sento di consigliare questo libro e non ne sono soddisfatta.

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