venerdì 12 maggio 2017

Recensione #95 - Freddie Mercury. Una Biografia intima

Buona sera! Oggi condivido con voi la recensionsione di un libro che forse non avrei letto, o, comunque, non lo avrei letto in questi anni se non fosse che mi serviva per una challenge e mi ci è caduto l'occhio quando ero in biblioteca.
La challenge per cui è stato letto è:


51. Raccontami di…

- Un cantante +20
- Un politico +15
- Un attore +10
- Uno sportivo +8
- Una storia vera +5

Parlando con Rosaria, che ha ideato la challenge, mi ha detto che non doveva essere per forza un romanzo, e che le biografie andavano bene, quindi...



Titolo: Freddie Mercury. Una biografia intima

Titolo originale: Freddie Mercury. An intimate memoir by the man who knew him best

Autore: Peter Freestone; David Evans

Data di pubblicazione: 2009

Editore: Arcana

N° di pagine: 279

Prezzo: €18,50

Link per l'acquisto: Amazon

Sinossi: Questa è la storia di chi voleva vivere per sempre. Freddie Mercury scintillava per l'innato carisma, e non è stato dimenticato: oltre cento statue in tutto il mondo documentano la sua gloria. Ma questo libro racconta l'uomo, prima che l'artista, e lo fa con la voce intima di chi ha vissuto al suo fianco, giorno dopo giorno, per oltre dodici anni. Peter Freestone si è preso cura di Freddie ricoprendo i ruoli più disparati: per lui ha cucinato e ha lavato piatti, è stato maggiordomo, cameriere, valletto, segretario, amanuense, uomo delle pulizie, consulente. E baby-sitter. Lo ha visto all'opera quando la sua capacità creativa era straripante ed è stato testimone delle sue frustrazioni davanti alle avversità della vita. Gli ha fatto anche da guardia del corpo e alla fine, ovviamente, da infermiere.





"Ma Freddie che tipo era in realtà?"


Chi non conosce i Queen? (*ahem* Mia madre, con mio sommo rammarico...) Più che altro, il membro che è più conosciuto è Freddie Mercury, di cui ci parla Peter Freestone, una delle persone più vicine al cantante durante gli ultimi anni della sua vita. Peter era infatti l'assistente di Freddie Mercury, e gli è rimasto vicino fino all'ultimo. 
Adoro le canzoni dei Queen, anche se devo essere in un certo "mood" per ascoltarle, e volevo saperne di più su Freddie.
Non posso dire che sia scritta bene, questa biografia. Perché? Peter Freestone passa da un argomento all'altro in poche righe per poi tornare al primo e fare un mix di tutto. Avrei apprezzato di più una suddivisione sensata per argomenti, più che una suddivisione in capitoli che, alla fin fine, non ha senso in quanto è tutto molto confuso. Nelle ultime pagine troviamo un "Epilogo", in realtà un elenco delle varie persone citate nel libro e che fine hanno fatto dopo la morte del cantante dei Queen. Una buona parte sono "boh".
Per quanto riguarda il contenuto, Freestone perde un sacco di tempo a descrivere le abitazioni di Freddie e molti dettagli che, ho visto, alcune persone hanno trovato inutili. Per quanto mi riguarda, quei dettagli avevano ragione di esistere, in un certo senso. Una "biografia intima" non dovrebbe parlare solo dei suoi cibi preferiti, dell'infanzia del personaggio (di cui comunque Freestone non parla, in quanto inizia a raccontare da quando ha cominciato a lavorare prima per i Queen in generale e poi per Freddie), dei rapporti con le persone attorno a lui (Freddi amava fare regali, ad esempio), ma anche del suo gusto estetico e di molti altri dettagli che chi non era vicino al cantante non poteva sapere.
Quindi l'autore ci parla anche dello stile adottato nella casa di Freddie, di cui il cantante stesso aveva seguito la ristrutturazione, ci parla della sua passione per l'arte e per i mobili raffinati, per cui spendeva un sacco di soldi, e dell'amore per i suoi gatti; veniamo a conoscenza dei posti che amava frequentare e con chi, il suo carattere, le sue relazioni sentimentali, come arrivava a scrivere le sue canzoni, cosa preferiva mangiare ecc... Fino al giorno della morte e del funerale.
Tutti quei dettagli sull'arredamento e sui posti che Freddie sceglieva per divertirsi o riposarsi hanno una loro valenza in quanto, se si presta attenzione, anche in quel caso veniamo a conoscenza del gusto di Freddie e di cosa gli piaceva.
Ammetto che la lettura è stata noiosa per via dello stile di scrittura, con aneddoti in mezzo ad argomenti in cui non c'entravano e divagazioni. Ma ho continuato per via dell'interesse che ho nei confronti di Freddie e della sua arte e perché alla fin fine si può leggere, se ci si mette d'impegno. Ogni tanto Freestone cita anche alcune canzoni dei Queen, cosa che, anche se banale, mi è piaciuta particolarmente e mi ha aiutata a continuare la lettura facendomi ricordare di chi stavo leggendo e perché.
Ho apprezzato anche le foto di Freddie con i suoi amici, i suoi gatti, mentre gira dei video... Lo hanno reso, ai miei occhi, una persona davvero reale, e non solo un cantante famoso morto molto prima della mia nascita.


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