venerdì 7 luglio 2017

Recensione #114 - Giochi d'Ombra




Titolo: Giochi d'ombra

Titolo originale: Schattenspiel

Autore: Charlotte Link

Data di pubblicazione: 2014

Editore: Corbaccio

N° di pagine: 450

Prezzo: €18,60

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: New York, 31 dicembre. Il magnate della finanza David Bellino attende l'arrivo del nuovo anno con un gruppo di vecchi amici e la bellissima fidanzata Laura. Nessuno però ha voglia di festeggiare davvero. Gli amici hanno accettato l'invito di David solo per poter finalmente fare i conti con l'uomo che, in momenti diversi, ha distrutto la loro esistenza, portandoli all'infelicità in cui vivono oggi. Ma non ne avranno il tempo, almeno non tutti: David viene ritrovato morto nel suo studio, ucciso da un colpo di pistola. Una vendetta? Ma di chi? E perché? Tutti avevano un movente, e tutti sembrano avere un alibi. Durante i lunghi interrogatori della polizia e le drammatiche conversazioni fra loro riaffiorano i dolorosi ricordi del passato che, come in un assurdo caleidoscopio, si confondono in un gioco di ombre che avvolgono le loro vite. Gli amici del passato e la donna di oggi: destini uniti e divisi dal desiderio di amore e amicizia, dal sapore amaro della sconfitta, dalla determinazione a trovare giustizia... Tra la Berlino del dopoguerra, un esclusivo collegio inglese, i bassifondi e i quartieri alti di New York, Charlotte Link tesse una tela di relazioni ambigue e pericolose.





I thriller non sono esattamente il mio genere. Ne leggo pochi, e devono essere davvero belli per attrarmi. Questo libro l'ho letto perché mi è stato consigliato, e non mi ha completamente soddisfatta.
David Bellino ha avuto fortuna nella vita: grazie ad Andreas, amico della madre, ha ricevuto in eredità un'impero finanziario. David sembra esserne felice, ma allo stesso tempo è oppresso dalla madre e da Andreas, che gli stanno con il fiato sul collo per il loro troppo amore nei suoi confronti. E David cerca la libertà. Da qualche anno ormai riceve lettere minatorie ed è sicuro che qualcuno voglia ucciderlo. Decide di invitare i suoi vecchi "amici" di scuola a casa sua per una cena, e finisce per essere ammazzato. Uno dei suoi amici o Laura, la sua fidanzata, possono essere il colpevole del delitto. Ma chi? In effetti, David ha rovinato la vita di tutti...
Devo ammettere che è stata una fatica enorme leggere questo libro. Non tanto per la storia ma per la traduzione, che ho trovato molte volte scorretta o forzata. Per questo non riuscivo a immergermi nella storia e mi ritrovavo a sbuffare più che ad ammirare gli avvenimenti. Questo non è colpa della Link, però la mia recensione va alla versione italiana e bisogna tenere conto anche di questo. Ho trovato anceh il finale un po' scontato fin dall'inizio, cosa che mi ha fatto storcere un po' il naso.
I personaggi, comunque, non sono affatto male. In effetti questo libro si concentra molto suelle relazioni dei personaggi tra di loro e con la vittima, più che dal delitto stesso. Li ho trovati a tutto tondo e le loro storie sono esplorate a fondo, a volte anche troppo. Il fatto che la storia sia così banale e che la Link si sia concentrata quasi solo sui personaggi non mi ha fatto piacere questo libro del tutto. 
La narrazione si divide tra il presente, ovvero le indagini dopo la morte di David, e i vari episodi del passato in cui l'uomo ha messo in difficoltà quelli che credeva suoi amici, accampando scuse dopo scuse e uscendone alla fine sempre indenne. 
In effetti David è il personaggio che mi ha dato fastidio. A volte avevo certamente pietà per lui, ma tutto ciò che ha fatto lo ha reso sempre più antipatico ai miei occhi (per non dire peggio). Anche se gli altri personaggi hanno ocntribuito alle loro stesse sventure, David ha calcato la mano.
Ma quali sono gli altri personaggi di cui si parla in questo libro?
In primis la povera Mary, sfortunata fin da giovanissima, che si ritrova con un padre bigotto e poi un marito insopportabile. È un po' una sfigata, devo dirlo... Mi ha fatto molta pietà e lungo tutto il corso della sua storia ho pensato "ribellati!". E David è stato parzialmente la causa delle sue sventure, assieme all'ingenuità di lei. 
Steve invece è finito nei guai a causa della lealtà verso il fratello, che non posso biasimare, avendo anche io una sorella. Steve è stato tradito da David proprio nel momento del bisogno e ne ha pagato le conseguenze, ma è stata anche colpa sua. Durante tutto il romanzo parlano di David come egoista e come persona di cui non fidarsi, quindi perché diavolo chiedi aiuto a lui?!
Poi c'è Natalie, il personaggio che ho preferito. Ha cercato di costruirsi una vita propria e ci stava riuscendo, fino a che David non l'ha tradita proprio nel momento meno opportuno, mostrando tutta la sua codardia, il suo menefreghismo nei confronti degli altri, e rovinandole l'esistenza.
Come ultimo personaggio importante c'è Gina, che ha avuto parecchia sfortuna da bambina, dopo la morte dei genitori, e si è rialzata cercando di essere sempre più forte. Lei e Nat mi sono piaciute molto, perché trovo ci sia una penuria nella letteratura di personaggi femminili davvero forti (e non dico fisicamente, ma in ogni loro caratteristica).
Nel complesso, ho visto del potenziale ma non mi è piaciuto come avrei voluto. Vedenti i voti su Goodreads ho capito che questo non è il suo romanzo migliore, anzi, e che molti fan lo hanno trovato banale e non all'altezza degli altri. Quindi penso di aver fatto una brutta scelta a leggere questo per primo e tenterò di leggere altro di questa autrice.


(Sarebbero 2.5/5 stelle)

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