giovedì 13 luglio 2017

Recensione #115 - Nove Strati di Buio

Buongiorno, lettori. Oggi vi lascio la mia recensione di una raccolta di racconti. L'ho letta per due challenge:

Obiettivo: Raccolta di Racconti con diversi autori



Casella 60. Libreria Nera

- Thriller +15
- Horror +10
- Mistery +5


Per questo libro sono andata a vedere una Presentazione  che mi aveva incuriosita. Per questo ho comprato il libro e finalmente sono riuscita a leggerlo!



Titolo: Nove Strati di buio

Autore: Olivia Balzar, Giovanni Canadè, Juri Casati, Nuela Celli, Marco Esposito, Luigi Musolino, Simonetta Santamaria, Ottavio Taranto

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Echos Edizioni

N° di pagine: 166

Prezzo: €12

Link per l'acquisto: Echos Group





La folle volontà di conservare i propri cari oltre il tempo, la Vita e la Morte. (Olivia Balzar)
La semplice e profonda riflessione sullo spegnersi di tutto e sul male di vivere. (Giovanni Canadè)
La lucida rappresentazione di una cinica malvagità e di un vuoto sociale dell'essere. (Juri Casati)
La disturbante connessione tra chi vive e chi è ormai malmorto, (Nuela Celli)
La psicotica discesa nel buio della mente, metamorfosi di morte. (Marco Esposito)
La liberazione di una coscienza così nera che emerge dal più cupo degli umani abissi. (Luigi Musolino)
La consapevolezza di essere giunto alla fine, dell'inganno e del dolore nella vita e dopo. (Simonetta Santamaria)
La paradossale contemplazione di un morire, con le sue illusioni e i suoi enigmi. (Ottavio Taranto)





La copia - Luigi Musolino 5/5
La vendetta di Tim - Juri Casati 3.5/5
Casa di Ringhiera - Olivia Balzar 4.5/5
Nella camera ardente - Giovanni Canadè 2/5
La domenica tornano solo per il pranzo - Giovanni Canadè 2.5/5
Scappiamo insieme - Marco Esposito 5/5
Le cose sulle cose - Ottavio Taranto 3.5/5
Il pozzo - Nuela Celli 5/5
Credevo di essere morto - Simonetta Santamaria 3.5/5


Il tema della raccolta è la morte, esplorata in molte delle sue sfaccettature, a volte piuttosto bene, a volte in un modo che non mi è piaciuto particolarmente o affatto. Si parla della consapevolezza di essere ormai alla fine, il folle tentativo di conservare i propri cari in vita anche quando non è possibile, la contemplazione della morte stessa. Ma un altro argomento esplorato è anche l'oscurità presente in ogni persona, che prende vita dalle profondità dell'animo umano e si rivela in tutto e per tutto, violenta, cupa, inevitabile.
Come potete vedere i racconti per me sono stati altalenanti, e devo dire che, come al solito, ho preferito i racconti un po' più lunghi rispetto a quelli troppo corti.
Di questi autori, ho letto solo alcuni racconti di Musolino, che mi erano piaciuti, e speravo che non mi deludesse. Agli altri invecce mi sono approcciata per la prima volta.
I racconti che mi hanno attirata di più sono stati La copia e Il pozzo, per motivi diversi: il primo è molto più oscuro, grazie anche alla narrazione di Musolino, mentre l'altro esplora la morte da entrambi i lati, quello dei morti e quello dei vivi. In quanto a complessità dell'argomento però, mi hanno interessato sia Casa di Ringhiera, che esaspera la reazione di una persona viva nei confronti dei propri morti e che ci permette di dare uno sguardo alla faccenda da parte di una persona esterna, e Credevo di essere morto, che esplora la coscienza, se così possiamo chiamarla, di un uomo dopo che ormai è morto e si rende conto di quello che sta per accadergli.
Anche Scappiamo Insieme si è rivelato più complesso di quello che mi era sembrato all'inizio: se infatti con le prime pagine ero in dubbio se mi stesse piacendo o meno, ha recuperato egregiamente nella seconda parte, rivelando il buio nel cuore del protagonista.
Per quanto riguarda gli stili degli autori, sono ovviamente molto diversi tra loro, ma quelli di Luigi Musolino, Olivia Bazar, arco Esposito e Nuela Celli li ho trovati più fluidi: mi hanno permesso di leggere velocemente il racconto, senza annoiarmi e anzi facendomelo "gustare" ancora di più. Per quanro riguarda quelli che proprio non mi sono piaciuti, sono entrambi di Giovanni Canadè. Forse perché troppo brevi, e forse anche per il poco interesse che mi hanno suscitato, non sono riuscita ad immergermi nei racconti e a farmeli piacere. Probabilmente è una cosa mia, e voi siete liberi, ovviamente, di pensarla diversamente.
Complessivamente l'ho trovata un'ottima raccolta. Anche l'ordine in cui i racconti sono stati presentati mi ha lasciata piuttosto soddisfatta: a racconti abbastanza lunghi se ne alternano alcuni più brevi, lasciando un attimo di "respiro" al lettore che ho apprezzato. 


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