giovedì 27 luglio 2017

Recensione #120 - Una Regina al Potere



Buongiorno a tutti! Oggi vi parlo dell'ultimo libro in una trilogia. Non riuscivo mai ad incastrarlo con le letture delle varie challenge ma alla fine ce l'ho fatta!
Il libro è stato quindi letto per:


Storici/Avventura
La figlia del mercante di tè - Janet MacLeod Trotter +150
Il diritto di contare - Margot Lee Shetterley +100
I Medici. Una regina al potere - Matteo Strukul +75
L’ultimo treno per Istanbul - Ayşe Kulin  +50
La pianista di Auschwitz - Susy Zail +25





Titolo: I Medici #3. Una regina al potere

Autore: Matteo Strukul

Data di pubblicazione: 2017

Editore: Newton Compton

N° di pagine: 374

Prezzo: €9,90

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Trama: Francia, 1536. Quando il delfino, Francesco di Valois, viene ucciso, la posizione di Caterina de' Medici a corte si complica. È la prima a essere sospettata dell'assassinio. Ma Francesco I, sovrano di Francia, crede alla sua innocenza e anzi, la spinge a rafforzare la sua posizione in vista del momento in cui, d fianco di Enrico II, dovrà regnare. Caterina si sente però debole, e non solo perché il marito le preferisce l'amante, la bellissima e temibile Diana di Poitiers, ma anche perché non riesce ad avere figli. Convinta di essere vittima di una maledizione, incarica Raymond de Polignac, Valoroso comandante dei picchieri del re, di trovare Nostradamus, personaggio oscuro e inviso a molti, ma noto per le sue abilità di astrologo e preveggente. Lui è l'unico che potrà aiutarla a diventare madre. Fra intrighi di corte, tradimenti, umiliazioni e soprusi, Caterina attende con tenacia, finché non darà alla luce il primo dei suoi figli. Alla morte di Francesco i, quando la guerra di religione incombe, Caterina, ormai regina, non esita a stringere alleanze pericolose, complici le profezie di Nostradamus. La violenza scatenata dai cattolici contro i riformati in seguito alla congiura di Amboise è solo l'inizio di un conflitto destinato a culminare nella tragica notte di San Bartolomeo, quando le strade della capitale s'imporporeranno del sangue degli infedeli e Caterina, reggente di Francia dopo la morte di Enrico li, perderà tutto ciò che ha amato...





Nel corso di quel lungo periodo aveva visitato il regno in
lungo e in largo, in un infinito peregrinare, e giorno dopo
giorno l'aveva visto morire un po' alla volta. Era una terra
consumata dall'odio e dall violenza degli uomini, in cui la 
nobiltà d'animo si era smarrita per sempre: la gloria della guerra
barattata per pochi scudi, l'onore scambiato con il tradimento
e l'opportunismo, l'amore con la piaggeria.


Penso che questa citazione dal libro riassuma le vicende di questo terzo volume nella trilogia de I Medici. Caterina de' Medici sposa Enrico II, figlio minore del re di Francia. Sfortunatamente, il delfino Francesco di Valois viene ucciso e i sospetti ricadono su di lei, straniera in terra ostile e in una posizione che potrebbe giustificare il voluto assassinio di Francesco.
Il re crede alla sua innocenza, ma la posizione di Caterina è irrimediabilmente compromessa anche a causa della preferenza del marito nei confronti dell'amante Diana, la quale cerca in tutti i modi di estromettere l'italiana dal potere.
Ci sono davvero un sacco di personaggi, ma in particolare voglio soffermarmi su Caterina, Raymond de Polignac e Michel de Nostredame, che sono coloro che, per un motivo od un altro, mi hanno colpita di più.
Caterina è in una posizione davvero debole. Il suo potere è nullo alla corte di Francia, dove è vista solo come una mercante italiana. Non ha più neanche la protezione dello zio, e questo la rende estremamente vulnerabile. Nel corso del romanzo vediamo però come Caterina sia molto più forte di quanto i suoi nemici credano, e di quanto sottovalutino questa donna piena di risorse. È intelligente e paziente. Non vista, trama alle spalle dei suoi nemici, aspettando la sua vendetta. Credo che lei sia stato il personaggio che ho preferito nella famiglia Medici per come sono stati raccontati in questa trilogia. Mostra il lato femminile della dinastia e non penso abbia nulla da invidiare a Lorenzo o a Cosimo. Non è estranea agli errori, questo è certo, altrimenti non sarebbe umana. Il destino purtroppo non le è stato favorevole, e a nulla è servito l'aiuto di Nostradamus.
Ecco, Michel de Notredame, o Nostradamus, è stato un personaggio stranissimo da leggere. Mi è parso un po' esagerato nel complesso, con tutti quei "riti" ed illusioni strane e un aspetto che complessivamente lo rende completamente estraneo al resto dei personaggi. Le sue parole trovano sempre conferma nel futuro, un futuro che non c'è modo di cambiare e di cui lui può solo dare avviso. Ma, se di lui la regina si fida ciecamente, non è questo il caso di Raymond de Polignac: un soldato esperto, pragmatico, guidato dall'amore per la Francia e per la sua regina, per cui nutre in forte rispetto. È l'unico che non abbandona mai Caterina, leale fino alla morte. Penso sia uno dei personaggi più positivi di questo romanzo, una gemma in mezzo al marciume della corruzione e gli intrighi della corte di Francia, che possiamo ben veder rappresentati da Diana e dai Guisa, come anche dagli stessi figli di Caterina. Diana commette l'errore di affidarsi troppo al controllo esercitato attraverso il proprio corpo, che le costerà caro a tempo debito. Anche Enrico II non è da meno, ma invece di essere artefice è vittima. Troppo debole per contrastare il controllo che Diana ha su di lui, troppo debole per resistere alle tentazioni della carne.
La Francia di questo periodo storico è dilaniata da sanguinose guerre di religione, tra cattolici e protestanti, francesi contro francesi. Il sangue scorre inesorabile e il potere della famiglia reale è sempre più debole, condizionato da coloro che hanno piani propri. Lo si vede bene nelle azioni degli eserciti, descritte perfettamente da Strukul, che scrive in modo tale da permettere una lettura veloce e per nulla noiosa.
Nel complesso è un libro che mi è piaciuto molto, e che spero piacerà anche a voi!



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